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Oltre 10000 fotografie e 1000 ore di video, ad oggi. Abbiamo e registreremo aneddoti e racconti della comunità.
RIEVOCAZIONE della PACE di GHEMME
il 14 novembre del 1467 a Ghemme vennero firmati tre trattati: il Trattato di Pace tra i Ducati, la nomina di Filippo di Savoia nei ranghi dell'esercito di Galeazzo Maria Sforza e il Contratto di Matrimonio tra Galeazzo Maria e Bona di Savoia, la più giovane del Casato Savoia.
La ricostruzione sceneggiata degli eventi si basa sugli scambi epistolari del mese precedente la firma. Bianca Maria Visconti riceve ogni giorno lettere del giovane Duca che le riferisce gli avvenimenti; abbiamo così un diario sincero, famigliare e non diplomatico.



La Cena della Pace
La firma dei due principi, accompagnati dai Segretari ducali
Sul palco musica dell'epoca
momento centrale delle Rievocazioni è la Cena, servita con menù e modalità dell'epoca
a sx Cicco Simonetta (Sforza) e a dx Pietro Bolomerio (Savoia). L'abito del Duca Galeazzo Maria è ispirato al suo ritratto del Pollaiolo esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze (Piero del Pollaiolo, 1471)

Entr'Act
gruppo francese di musici, trampolisti, armigeri e cantori nell'edizione 2003
2001 un maxischermo M. 3 x 4 ha consentito alla piazza un'ottima visione
Dopo la firma dei Trattati,
il Te Deum di ringraziamento
2014 prof. Vaglienti della Statale di Milanoparla di Galeazzo Maria Sforza e di Filippo di Savoia,
2001 e 2002 al Castello Sforzesco
Ghemme a Milano, è storia!
come un piccolo paese prende pacificamente
un grande castello!
un grande successo, migliaia di fotografie
1975/2025 Fotografie per un discorso
una mostra fotografica di Carlo Olivero e Giovanni Brugo dedicata a Ghemme, il nostro paese, la nostra terra. Prima edizione nel 1975, replicata in parte nel 1995 e poi nel 2022, con un passo avanti nella percezione delle piccole comunità.

Carlo Olivero parla della mostra
Carlo Olivero parla della mostra
50 anni dopo, la fotografia di Nino Rossicollocata dove fu ritratto
2022 riedizione parziale,
dedicata alle fotografie della gente
link alla lettura de "La mia terra" testo di Carlo Olivero, letto da Fabio Corazza



2022 il pieghevole (esterno)
2022 il pieghevole (interno)
1975 "Fotografie per un discorso"
una mostra fotografica di Carlo Olivero e Giovanni Brugo per vedere e capire di più del proprio paese
Cesare Pavese in "La Luna e i falò" scrive: "Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti."



La Sandra panettiera nei giorni della Beata 1974
Ferruccio Cura Curà
Una vera "sagoma", era figlio della Sandra panettiera
La Sandra era un'istituzione, il punto più "qualificato" dell'informazione sul paese
aprire la mente


da SX: Mauro Caldara, Emanuela Galli, Carlo Olivero, Francesco Antonini, Tullio Calzone, Giovanni Brugo, Roberta De Vecchi. Non figura Remo Ceffa che scrisse in stampatello grande i pannelli
Nonna Pierina Calzone
La mostra era suddivisa per temi: la Sesia, il cortile, la nonna, il cimitero, il canale Mora, i lavatoi
e terminava con la gente
nonna materna di Carlo Olivero
Nell'area dedicata alla gente, Giovanni Brugo collocò uno specchio, così che i visitatori potessero almeno per un momento essere parte della comunità. Di fronte a quello specchio fu realizzato il primo autoscatto.
MYOSOTIS o GHÊNDÊRISS: all'aprile 2025, più di 10.000 fotografie digitalizzate escluse quelle dei carnevali, che sono circa 5000
Myosotis è il fiore detto anche "Non ti scordare di me", adatto a questa operazione di salvaguardia della memoria della comunità iniziata nel 2022



1948 la Madonna Pellegrina nel cortile dello stabilimento Nuovo della Crespi
Coscritti e amici
Anni Venti/Trenta: ritratto di sconosciuta
questa immagine è il simbolo del progetto



Fotografie di famiglia
Scuole e asili
Funzioni religiose link x San Rocco 1996
Matrimoni, processioni, festa patronale, battesimi, comunioni e cresime

Visitano e commentano la mostra Enzio Calzone e Vincenzo Maralla; tutti e due conobbero molto bene e a lungo Eldes Guido Ojetti.
Quasi sempre con l'amico Vittorio Petterino, Adolfo Patriarca nei due anni 1894 e 1895 gira in bicicletta. La chiama "Fedora" il personaggio tragico reso immortale da Isadora Duncan. Nei suoi viaggi scrive un prezioso diario, che il Touring Club Italiano ha definito uno dei primi diari cicloturistici al mondo. Il diario fu salvato da Enzio Caldara, che lo notò nei giorni in cui la Casa Patriarca di Via Roma a Ghemme fu liberata perché acquistata dalla famiglia Ponti.Dallo storico Sergio Monferrini:
A Ghemme il suo nome è legato particolarmente alla lottizzazione e realizzazione della viabilità dell’area posta vicino alla stazione ferroviaria, con un nuovo ponte sulla roggia Mora, dove sorgeva la villa di famiglia, oggi di proprietà Ponti.
Si deve a lui anche il Quartiere denominato della Vittoria, con le strade che portano i nomi di via Vittorio Veneto, via Piave, via Monte Grappa, via Diaz, compiuto tra il 1921 e il 1925, negli anni seguenti alla I Guerra Mondiale, quando fu creato anche il Parco della Rimembranza ed eretto il Monumento ai Caduti, prima posto davanti alla chiesa parrocchiale e oggi in piazza Cavour.
Patriarca fu proprio in quel periodo fu podestà di Ghemme, ruolo che ricoprì con impegno e alto senso di responsabilità, lavorando per la crescita sociale ed economica del paese. Fra le sue iniziative vi fu la realizzazione dello stemma civico, cui seguì il Gonfalone comunale, offerto dalle donne ghemmesi e solennemente benedetto il 4 novembre 1931.
Nel 1894-1895, avuto in dono una bicicletta, con l’amico e compagno di studi gattinarese Vittorio Petterino iniziò una serie di viaggi, che narrò in un personalissimo Diario ciclo-turistico-culturale. Le avventure a bordo delle loro macchine, come le definisce il Patriarca, toccano prima località vicine e poi sempre più lontane, la Svizzera, il Gran San Bernardo, ed infine lo straordinario viaggio a Venezia, compiuto fra il 10 e il 16 agosto 1895. Una decisione presa all’improvviso, con i pochi soldi che avevano in tasca, ma – sono parole sue – la Fortuna aiuta gli audaci e… avanti!
La voglia di avventura del ventenne Patriarca diverrà il desiderio dell’uomo maturo di migliorare il proprio paese, sempre attento al pubblico bene."
"Adolfo Patriarca, nacque nel 1875 dall’ing. Francesco, originario di Gattinara, e da Angela Ferrari di Ghemme. Angela era figlia dell’ing. Erasmo Ferrari, segretario comunale e in seguito più volte sindaco di Ghemme, nonché celebre produttore e infaticabile sostenitore del vino ghemmese. Dopo le scuole superiori, Adolfo si iscrisse nel 1894 alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Torino, divenne notaio ed esercitò soprattutto a Novara. Morì nel 1944. Le sue indubbie doti e competenze lo resero assai apprezzato e richiesto, anche per ricoprire cariche pubbliche. Fu un attivo sostenitore delle iniziative culturali novaresi: nel 1909, ad esempio fu uno dei soci della “Giannoni, Jacometti e Compagni”, società cooperativa per gli spettacoli al Teatro Coccia, o ancora membro della “Società storica novarese”. Sposatosi con Eugenia Pellizzari, ebbe un solo figlio, Edoardo, nato nel 1904.



Una pagina del diario
Giornale di Viaggi - Patriarca
Ghemme, Casa Patriarca ora
Ponti
Questa è la pagina del giorno (10 agosto 1895) in cui Adolfo con l'amico Vittorio Petterino parte inizialmente per Angera, poi ...